| Questa è la versione originale (prima che le
bizzarrie del proto e le esigenze di spazio ne facessero
giustizia) dell'articolo che ho scritto su Ada Byron
Lovelace per il supplemento "Donne" di
Repubblica. E' stato pubblicato il 28 gennaio 1997.
(Spero che la sua riproduzione non violi qualche legge
fondamentale. Nel caso, mi arrendo senza condizioni). IN PRINCIPIO FU ADA Si dice che tra donne e computer non corra buon sangue e che le donne siano meno portate per le complicate alchimie della programmazione informatica. Ma se le statistiche sembrano confermare questa opinione, la storia insegna qualcosa di molto diverso. Il primo software mai scritto da un essere umano fu infatti vergato da una mano femminile e fu una mente di donna a prefigurare alcune delle basi concettuali della programmazione. E che donna: addirittura la figlia di Lord Byron. Ada Augusta nasce nel 1815, unica discendente legittima del poeta; a sole 5 settimane dal parto la madre chiede la separazione dal marito, ottiene la tutela della figlia e si impegna a darle uneducazione scientifica, terrorizzata allidea che la bambina possa manifestare le medesime inclinazioni poetiche del suo tempestoso genitore. E in effetti, la piccola Ada si applicherà con passione alla matematica ma i progetti materni non avranno un successo completo: giovinetta, dichiarerà di aspirare ad una scienza poetica e tutto il suo pensiero analitico sarà intriso di immaginazione e punteggiato di metafore. Sarà proprio la sua capacità di intuire e vedere più in là dei contemporanei a portarla, a metà degli anni 30, ad entusiasmarsi per le bizzarre ricerche di un matematico di Cambridge, Charles Babbage, che lavora da anni alla progettazione di una calcolatrice meccanica. LAnalytical Engine di Babbage, unenorme struttura composta da ben 25 mila parti, precorre i principi dei calcolatori numerici universali del XX secolo. Ada si appassiona allopera di Babbage, di cui intuisce luniversalità delle idee e tra i due inizia un fitto scambio di lettere, piene di numeri, fatti e fantasie. Nel frattempo, la giovane nobildonna sposa il conte di Lovelace, da cui avrà tre figli. Nel 1843, in uno scritto ormai famoso, Ada Byron descrive la Macchina di Babbage come uno strumento programmabile, in grado di agire in base a delle istruzioni generali. Con incredibile lungimiranza, ne prevede le applicazioni nel calcolo matematico, prefigura lintelligenza artificiale e persino la computer music, affermando che la macchina sarà cruciale per il futuro della scienza. A titolo di esempio, spiega il modo in cui la macchina potrebbe effettuare un determinato calcolo, scrivendo quel che viene unanimemente riconosciuto come il primo software della storia. Ada Augusta Byron Lovelace muore giovanissima, a soli 36 anni (la stessa età in cui è morto il padre). Per oltre un secolo verrà ricordata solo nelle note biografiche del grande poetica romantico. Babbage, dal canto suo, non vedrà mai funzionare la sua Macchina Analitica, che sarà completata solo nel 1989 ed ora è esposta al Museo della Scienza di Londra. Ma lo schema generale del suo calcolatore è talmente simile a quello dei computer moderni che la tardiva riscoperta dei suoi scritti invalida alcuni brevetti dellIBM. Bisogna aspettare la seconda metà del Novecento, dunque, per vedere riconosciuta lopera di questi due visionari ottocenteschi. Nel 1979, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha onorato il ricordo di Ada Augusta Byron Lovelace battezzando ADA un linguaggio di programmazione per grandi sistemi di calcolo particolarmente innovativo. E se Charles Babbage è il precursore di tutti i progettisti di hardware, alle origini del software cè una Eva dellaristocrazia britannica. Errata Corrige: Scopro (troppo tardi, ahimè) di aver scritto una grave imprecisione. La macchina di Babbage esposta a Londra NON è l'Analytical Engine ma la seconda Difference Engine. L'Analytic non è mai stata costruita e non avrebbe potuto esserlo: i disegni contenevano degli errori che lo impediscono ora e per sempre. |