Hacker ed altre amenità

Hacker? No, nel mio giro telematico di hacker non ce n'erano. Ma non perché mancassero le competenze tecniche: diciamo che mancava l'ideologia. Da un lato l'estrazione sociale era decisamente medio-borghese (l'acquisto di un computer non era esattamente alla portata di tutti), dall'altro vigeva un certo perbenismo, specialmente a McLink. Ed infine, l'hackerismo italiano, secondo me, è stato anzitutto una leggenda mediatica.

Intendiamoci, non è che di smanettoni in circolazione non ce ne fossero. E di hacker pure, tant'è che McLink, forse anche a causa del suddetto perbenismo, alla fine fu hackerata. Ma il cancan giornalistico che per un po' ha circondato la telematica italiana non aveva alcuna corrispondenza con la realtà. Era, ed è ancora, frutto di ignoranza e spesso di vera malafede. L'ingresso di Internet è stato punteggiato dalle più incredibili e vergognose cazzate giornalistiche che hanno attribuito alla Rete ogni genere di nequizie, divenute automaticamente figlie della telematica solo perché commesse via modem. Quasi che ci volesse l'arrivo di Internet per stuprare bambini o trafficare droga, mentre prima il mondo era una roba rosea dove nessuno faceva del male a nessuno.

Si potrebbero citare esempi a iosa, articoli a bizzeffe (alcuni, non tutti, ma alcuni sì, firmati da gente perfettamente consapevole di mentire), titoli a volontà. Invece ne riporto uno solo, recentissimo, sia per la sua indubbia amenità sia perché il ridottissimo spazio che ha ottenuto è segno che i tempi, forse, sono cambiati.

Milano, 20 luglio 1999 - Allarme pedofilia. I personaggi di Walt Disney trasformati su Internet in cartoni pornografici. L'allarme viene da "Telefono Arcobaleno", la linea telefonica anti-pedofilia, a sua volta allerato da un gruppo di adolescenti milanesi. Non solo. Clonare bambini da mettere a disposizione dei pedofili è l'ultima "idea" che circola sui siti specializzati. Lo sostiene il responsabile del telefono don Fortunato Di Noto: "L'idea di clonare i bambini è terrificante, ma la stiamo percependo navigando sui siti Internet dei pedofili".

Codesto cancan giornalistico, in sé, sarebbe anche risibile, se non fosse servito ad alimentare una serie di iniziative giudiziarie molto gravi, che ha letteralmente distrutto il lavoro di molte persone. Ad esserne colpiti sono stati, in particolare, alcuni sysop Fidonet e il nodo centrale di PeaceLink, che si sono visti multare, condannare, sequestrare apparecchiature e, in qualche caso, sono stati costretti ad abbandonare completamente la telematica. Per un resoconto dei fatti, consiglio "Italian Crackdown", edito da Apogeo, mentre non ho letto, ma comunque segnalo, "Spaghetti Hacker", sempre di Apogeo, che si presenta come "guida per le rotte che attraversano il mondo ancora sconosciuto dell'hacking italiano". I due autori del libro, Stefano Chiccarelli e Andrea Monti, hanno aperto anche un sito Web, a cui rimando per approfondimenti e novità. Posto che la mistica dell'hackeraggio mi lascia parecchio freddina.

 

 

ultimo aggiornamento 23/02/01
 
 
 
1989
1990
nomi
Homepage